La vita e la quotidianità sono viste, nel monologo di Ferrara (anche autore del testo), da un’angolazione tutta particolare, quasi sui generis.
“Nessuno di noi è davvero normale”, racconta l'autore, “a volte, è consolante sapere che visto da vicino, ognuno di noi è a suo modo strano”.
In questo monologo “i problemi di tutti i giorni sono affrontati con la leggerezza e la necessaria follia che la vita ci richiede”, quasi un manifesto, una vera e propria dichiarazione d’intenti per l'autore/attore, per dare spazio a riflessioni semiserie sul mondo di oggi; un mondo che se non viene vissuto con la giusta dose di distacco e d'ironia può risultare molto cupo e inghiottirti.
Ed ecco allora spuntare e alternarsi a sprazzi, come anticorpi, calembour, massime, giochi di parole, profondità smorzate dall’umorismo - in un viaggio, per mano del protagonista “nell’ordinaria quotidiana follia”, accompagnato dalle note surreali del maestro Stefano Vuoto al pianoforte.
Organizzatore: Menicagli Pianoforti
INGRESSO LIBERO